17/03/2019

Movimento fisico ed emicrania: correlazioni cliniche


Graziottin A.
Movimento fisico ed emicrania: correlazioni cliniche
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Commento a:
Amin FM, Aristeidou S, Baraldi C, Czapinska-Ciepiela EK, Ariadni DD, Di Lenola D, Fenech C, Kampouris K, Karagiorgis G, Braschinsky M, Linde M; European Headache Federation School of Advanced Studies (EHF-SAS).
The association between migraine and physical exercise
J Headache Pain. 2018 Sep 10;19(1):83. doi: 10.1186/s10194-018-0902-y

Valutare le correlazioni fra movimento fisico ed emicrania da punto di vista epidemiologico, fisiopatologico e terapeutico: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da Faisal Amin, del Dipartimento di Neurologia del Danish Headache Center dell’Università di Copenhagen, Danimarca, ed espressione delle Università di Atene, Modena e Reggio Emilia, Cracovia (Polonia), Roma Polo Pontino (Latina), Tartu (Estonia), Trondheim (Norvegia), dell’Headache Centre presso il Guys and St Thomas NHS Trust, di Londra, e della European Headache Federation School of Advanced Studies (EHF-SAS).
La review della letteratura è stata condotta su PubMed utilizzando la stringa di ricerca “migraine and exercise”.
Da numerosi e ampi studi basati sulla popolazione emerge come bassi livelli di esercizio fisico correlino con un’elevata frequenza dell’emicrania. Se però si passa agli studi sperimentali, il quadro è meno netto: il movimento fisico appare talora come un fattore scatenante dell’emicrania, anche se più frequentemente sembra operare come fattore protettivo.
I meccanismi che potrebbero spiegare perché l’esercizio fisico scateni gli attacchi di emicrania includono un acuto rilascio di neuropeptidi, come il peptide correlato al gene della calcitonina, o alterazioni metaboliche. I meccanismi che invece potrebbero spiegare perché il movimento fisico prevenga gli attacchi di emicrania, includono la modificazione dei livelli plasmatici di beta-endorfine, di endocannabinoidi e di fattori neurotrofici derivati dal cervello.
Più in dettaglio, l’esercizio fisico può scatenare l’attacco di emicrania quando comporta un aumento brusco ed elevato di citochine infiammatorie. Queste due condizioni si verificano più frequentemente quando il soggetto fa sport:
- al di sopra del proprio livello di allenamento per intensità e/o durata (per esempio, la persona non fa attività fisica durante la settimana e fa sport ad alta richiesta di prestazione la domenica);
- in condizioni ambientali stressanti, ad esempio a una temperatura troppo fredda o troppo elevata;
- durante le mestruazioni;
- con esercizi, in particolare saltelli, pesi o trazioni sulle braccia, che aumentano il rischio di contrattura dei muscoli paravertebrali nella regione cervicale, e/o del cingolo scapolare.
L’esercizio fisico è invece antinfiammatorio se è graduale, aerobico e comunque sempre all’interno del proprio range di allenamento, che può naturalmente aumentare nel tempo: la passeggiata veloce, o il nuoto a ritmo costante, sono ideali.
Ecco perché il tipo di molecole che si associano ai due tipi di attività fisica sono diversi, con una diversa modulazione poi del rischio di cefalea.
Sembra comunque che il movimento fisico nella maggior parte dei casi riduca la frequenza dell’emicrania, probabilmente attraverso una modificazione della soglia di eccitabilità nelle persone che fanno esercizio regolare. Quello che resta da assodare è quali siano la frequenza e l’intensità ottimali degli allenamenti, il che potrebbe aiutare a definire programmi di prevenzione e cura evidence-based.

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© 2019 - Prof. Alessandra Graziottin

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