13/05/2018

Il web 2.0 nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse: uno studio spagnolo


Graziottin A.
Il web 2.0 nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse: uno studio spagnolo
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

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Commento a:
Sanz-Lorente M, Wanden-Berghe C, Castejón-Bolea R, Sanz-Valero J.
Web 2.0 tools in the prevention of curable sexually transmitted diseases: scoping review
J Med Internet Res. 2018 Mar 22;20(3):e113. doi: 10.2196/jmir.8871.

Valutare l’utilizzo dei social media nella prevenzione delle malattie a trasmissione sesssuale: è questo l’obiettivo della review di María Sanz-Lorente e collaboratori, dell’Università di Alicante, Spagna.
Internet è ormai una fonte primaria di informazione per i giovani in tema di sessualità, contraccezione e stili di vita.
La ricerca è stata condotta sui seguenti database: MedLine, Cochrane Library, Scopus, Cumulative Index to Nursing and Allied Health Literature, Web of Science, Literatura Latinoamericana y del Caribe en Ciencias de la Salud, PsycINFO, Educational Resources Information Center, Centro Superior de Investigaciones Científicas, Índice Bibliográfico Español de Ciencias de la Salud, dalla data di lancio all’aprile 2017. Ulteriori indicazioni sono state ricavate dalle bibliografie degli articoli selezionati.
Questi, in sintesi, i risultati:
- sono stati identificati 627 articoli di riferimento, di cui però solo 6 hanno soddisfatto pienamente i criteri di inclusione ed esclusione;
- le malattie sessualmente trasmesse prese in considerazione sono la clamidia, la gonorrea e la sifilide;
- gli strumenti del web 2.0 utilizzati nel corso delle esperienze illustrate dagli articoli sono Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.
Da questo originale studio si possono ricavare alcune conclusioni:
- il web 2.0 può contribuire positivamente alle strategie di prevenzione della malattie sessualmente trasmesse, soprattutto per quanto riguarda i più giovani;
- i social media possono essere utilizzati in combinazione con altri canali informativi e altre modalità di intervento;
- il network più promettente è Facebook;
- per raggiungere uno standard di comunicazione davvero adeguato sono però necessarie ulteriori sperimentazioni su un maggior numero di malattie a trasmissione sessuale e una letteratura più ricca sull’argomento.

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© 2018 - Prof. Alessandra Graziottin

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