21/02/2019

Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 2: Epidemiologia e definizione


Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano
Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 2: Epidemiologia e definizione
CONDIVIDI SU

Sintesi del video e punti chiave

L’eiaculazione precoce interessa il 20-30 per cento della popolazione maschile, a seconda dei criteri diagnostici utilizzati, più o meno restrittivi.
In questo video la professoressa Graziottin illustra:
- le tre caratteristiche cliniche che definiscono la precocità: tempo di latenza eiaculatoria intravaginale inferiore a uno o due minuti; difficoltà a controllare il momento dell’eiaculazione; stress personale nell’uomo e nella sua compagna;
- come sia il tempo di latenza eiaculatoria intravaginale, misurabile in modo più o meno restrittivo, a determinare una diversa stima della diffusione del disturbo;
- un ulteriore elemento diagnostico normalmente trascurato dalle linee guida internazionali: la progressiva perdita di piacere al momento dell’orgasmo, sino a un vero e proprio dis-piacere che determina una percezione negativa dell’intimità e una progressiva erosione dell’autostima.

Per gentile concessione di M.D. webtv

top


Audio e video stream correlati:
Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 6: Impatto emotivo
Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 5: Tipologia
Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 4: Meccanismi maschili e femminili del piacere
Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 3: Età di insorgenza
Eiaculazione precoce: un problema sottovalutato – Parte 1: Introduzione

Parole chiave:
Disturbi sessuali maschili - Eiaculazione precoce - Rapporto di coppia - Sessualità maschile


© 2019 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.