31/05/2006

Piercing, un marchio a rischio


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

L'adolescente ne fa un segno distintivo. E pensa che possa anche esaltare il piacere sessuale. La verità è che questo ornamento, applicato senza una perfetta igiene, può fare danni. Molto seri.

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“Ho 17 anni. Il mio ragazzo mi ha proposto di farci il piercing uguale sulla lingua. Ne ho parlato con mia madre ed è successo un putiferio! I miei genitori dicono che mi rovinerò il viso, che rischio infezioni e altri problemi che nemmeno mi immagino, e che non se ne parla finché non sarò maggiorenne. A me il piercing piace tantissimo: perché dovrei avere dei problemi proprio io? Ci sono davvero dei rischi per la salute? Aspetto con ansia la sua risposta!”.
Rossella L. (Pesaro)

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Cara Rossella, i tuoi genitori hanno ragione su due punti importanti: il piercing può comportare rischi anche gravi per la salute, se nell’eseguirlo non vengono rispettate alcune regole essenziali. E richiede l’autorizzazione dei genitori, quando l’adolescente è minorenne.

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Perché agli adolescenti (e non solo) il piercing piace?

Per ragioni estetiche e di piacere personale. Chi si fa fare un piercing, lo ritiene un abbellimento del corpo e di sé. Ma anche un segno di distinzione (da quelli che non lo fanno). Fino alla dipendenza, nei casi estremi in cui tutto il corpo diventa una sorta di trincea piena di fili spinati e di anelli. Per la verità, come tutte le distinzioni che poi diventano di massa, alla fine anche il piercing può diventare un’espressione di conformismo. Oggi, in Italia, il 20,3 per cento dei giovani tra i 12 e i 18 anni ha un piercing (indagine Eurispes del 2003 su 3.800 ragazzi).

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E' vero che il piercing rappresenta una sorta di "rito di iniziazione" dell'adolescenza?

Sì, il piercing può essere visto come un rito di iniziazione: una sorta di segno di passaggio che molti adolescenti ricercano perché li fa sentire grandi e diversi, anche dalle aspettative estetiche che i genitori hanno di loro. Non a caso è questo il vero terreno dello scontro, di cui il piercing è solo uno dei motivi oggi più frequenti. Per altri ragazzi è un gioco lieve, soprattutto se il piercing è su zone meno rischiose, come il lobo dell’orecchio o il naso.
Molte giovani coppie, come nel caso tuo e del tuo ragazzo, scelgono il piercing insieme, come segno di appartenenza reciproca, specialmente se su zone più intime e segrete del corpo.
Infine, molti praticano il piercing perché sedotti dall’idea, enfatizzata su molti siti Internet, che possa aumentare il piacere sensuale proprio e del partner: una storia metropolitana sulla quale non c’è alcuna evidenza documentata. Per esempio, è un mito (mai dimostrato!) l’idea che il piercing sulla lingua possa aumentare il piacere orale.

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Quando è il caso di preoccuparsi, dal punto di vista psicologico?

Quando il piercing è eccessivo, e ossessivo, perché può indicare un disturbo profondo nel rapporto con il proprio corpo. Quando esprime cioè una tensione psichica che il ragazzo o la ragazza non riesce ad affrontare sul terreno emotivo. Ecco che il corpo diventa allora il territorio di una guerra interiore misteriosa e crudele, e il manifesto di un’aggressività e di un’infelicità rivolte inconsciamente contro se stessi.

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Quali rischi comporta il piercing?

Molti, specialmente se viene eseguito da piercer improvvisati, che non utilizzano aghi monouso e materiale rigorosamente sterilizzato. Il rischio più importante e frequente è di trasmettere il virus dell’AIDS, dell’epatite, del papillomavirus e perfino il tetano. L’uso di aghi non sterilizzati o monouso, comporta un rischio del 16 per cento di contrarre l’epatite B, del 12 per cento di contrarre l’epatite C e dello 0,5 per cento di contrarre l’AIDS.
In Italia, un ragazzo è morto a Milano per un’infezione fatale da piercing alla lingua; a Napoli una ragazzina quattordicenne ha avuto una necrosi (distruzione) massiva della cartilagine del naso e dei seni mascellari per un’infezione da stafilococco dopo un piercing che le ha devastato il viso.

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Perché il piercing sulla lingua è rischioso?

Il piercing sulla lingua, soprattutto se fatto da persone che non hanno una specifica esperienza, può causare sanguinamenti protratti, perdita di sensibilità, perdita o lesione del gusto, interferenza con la fluidità del linguaggio e perfino con la masticazione.
Il gonfiore alla lingua, dopo il piercing, può durare tre-quattro mesi. Per non parlare delle lesioni ai denti e alle gengive, oltre alla possibilità che l’anello venga malauguratamente deglutito. Altre complicanze sono le frequenti reazioni allergiche, specialmente da nichel, e le infezioni, caratterizzate da arrossamento, gonfiore e dolore.
Le infezioni possono comportare la rimozione dell’anello, a volte tecnicamente complessa se il tessuto infiammato si è ascessuato su organi delicati, come la lingua o i genitali. Il piercing può causare anche cicatrici esuberanti (cheloidi) o migrazione dell’anello, se troppo piccolo o inserito in modo inadeguato, specie se il tessuto in cui è inserito è insufficiente a sostenere il peso di questo particolare ornamento.
Il segreto? Il piercing ottimale è perpendicolare al tessuto in cui è inserito, per esempio il lobo dell’orecchio. Altrimenti finisce con l’ulcerarlo.

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Approfondimento – In pratica: piercing sì o no?

- Sì, se proprio piace, ma dopo i 18 anni se i genitori sono contrari, per ragioni anche legali: per i minorenni la legge prevede il consenso dei genitori.
- Sì, purché fatto da persone competenti e attente alla perfetta sterilizzazione (meglio se si usano strumenti monouso) e all’igiene, incluso l’uso di guanti sterili quando lavorano.
- Sì, ma evitando le parti del corpo, tra cui la lingua e i genitali, i cui danni, specie per lesioni nervose e infezioni, possono causare dolore cronico e perfino disfunzione sessuale quando causino lesioni anatomiche irreversibili.
- No, invece, al piercing in situazioni non igienicamente perfette o in sedi del corpo delicate.
- No, soprattutto, al “fai da te”. Molti studi fanno ritenere che circa il 50 per cento del piercing tra adolescenti sia fatto da altri adolescenti, spesso senza cautele igieniche, con evidente potenziamento dei rischi: che è bene conoscere e far conoscere, per evitare che un gioco o un rito tra ragazzi possano lasciare cicatrici permanenti, o malattie gravi, tra cui l’epatite o l’AIDS.

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Piercing e tatuaggi


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.