13/02/2006

L'amore senza urgenza cresce robusto poco a poco


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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Innamorarsi... ieri come oggi, è una delle esperienze più emozionanti della vita. Tanto più se si è ricambiati. Le acque profonde dei sentimenti, i tratti universali dell’innamoramento, sono rimasti invariati, oggi come ieri. La letteratura di tutto il mondo ci trasmette questa melodia universale e persistente, che nasce in un istantaneo “riconoscersi”, e non muta nemmeno in differenti contesti culturali. Certo, variano molto, storicamente, lo spazio e la libertà che sono dati alla donna per esprimere i suoi sentimenti, che possono anche essere socialmente negati, nelle società in cui è la famiglia a decidere la scelta del partner. Tuttavia, questo non modifica l’esperienza soggettiva dell’innamoramento che, quando compare, si fonda su processi psichici e fisici universali.
Oggi, invece, per uomini e donne, specie nel mondo occidentale “ad alto reddito”, molto è cambiato nei modi di vivere ed esprimere l’emozione d’amore più profonda e coinvolgente.
Innanzitutto, è cambiata la liturgia del corteggiamento. Ieri, fino a oltre il secondo dopoguerra, il corteggiarsi iniziava da lontano, assaporava segnali minimi: uno sguardo, un movimento del corpo, un sorriso. Forti restrizioni sociali sul comportamento femminile facevano sì che la progressione dell’intimità fosse molto graduale. L’immaginazione, il sogno, la fantasia avevano uno spazio immenso: l’altro era intuito, assaporato, fantasticato in quella dimensione squisitamente individuale che è il mondo interiore. Lo scriversi, il parlarsi, il conoscersi pian piano nel carattere, nei moti dell’animo, nelle aspirazioni, nelle paure e anche nelle difficoltà, consentiva di costruire un riconoscersi sempre più solido, una maggiore stabilità di sentimenti, una più strutturata capacità di progetti, d’amore e di famiglia, condivisi. Forse anche per questo la coppia era meno vulnerabile a quelle illusioni d’amore che tanta parte hanno oggi nel rapido dissolversi dei sentimenti e delle coppie, come neve al sole.
Oggi, l’unico innamoramento che inizia da lontano viaggia su Internet. Ma senza segnali fisici, il parlarsi via web ha un’altissima probabilità di mancare di radici: più del 70% degli innamorati “nati” sul web non si riconosce quando poi si incontri nella vita reale. Dunque il corpo, con i suoi segnali, la sua unicità, la storia che è scritta sulla pelle, sulle vibrazioni della voce, sul tono emotivo, sulla mimica del volto, nell’espressione degli occhi e nel sorriso, ha una capacità di seduzione profonda che la sola parola, privata dei sensi fisici, non ha.
Sono cambiati, poi, i tempi dell’innamoramento. Il piacersi, fisicamente, non sa resistere all’urgenza della pulsione fisica. E tutto il potenziale romantico, anche dell’innamoramento, viene bruciato in una fisicità appagante, sì, sul breve termine, ma che non si consente il tempo di gestazione di una conoscenza più intima, profonda, ricca di sentimenti e di esplorazioni interiori, che sia poi capace di scrivere le pagine più belle nelle storie d’amore individuali. L’urgenza del corpo, per chi non ha più il tempo, la voglia, la pazienza, il piacere delicato e sottile di esplorare anche l’anima dell’altro, oltre al suo corpo, ci consegna a una rapida usura del sentimento. Furori amorosi scompaiono nello spazio di un mese o di un anno. Lo stato nascente, il sentirsi innamorati “ex novo”, sembra premiare più di qualsiasi progetto di coppia realmente a lungo termine. E le coppie nascono e muoiono in una danza veloce e – a tratti – impazzita. In parallelo aumenta il numero delle persone sole: perché ferite dalla rottura di un amore, perché deluse dalla frenesia, perché incapaci di vivere un altro tempo e un’altra musica, più morbida e appagante, perché, alla fine, proprio perché gli universali dell’attrazione sono gli stessi, ci si rende conto che i mucchietti di cenere, che restano alla fine, sono tutti uguali e che è sempre più difficile vivere storie d’amore davvero uniche. Cresce, in parallelo, il numero di madri sole, dopo una separazione, all’interno o fuori dal matrimonio. E aumentano i figli che non vivono più con il padre biologico. Nel furore dell’innamoramento, la spinta procreativa può essere straordinaria e dare un piacere immenso. Tuttavia, se non è sorretta da una parallela capacità di progetto, e assunzione di responsabilità da parte di entrambi i partner nei confronti del piccino che verrà, può creare molta più infelicità di quanta nell’entusiasmo iniziale si potesse nemmeno immaginare.
Oggi più di ieri, sono esasperati i segnali di seduzione sessuali, specialmente nelle donne. Anche questo porta a privilegiare l’urgenza del corpo, e a marginalizzare l’esplorazione di quel magnifico giardino di sentimenti che è stato, storicamente, la grande ricchezza del femminile: la capacità di amare profondamente, in modo esclusivo. Questo gioco di seduzione può certo essere esaltante per giovani e giovanissime, in un trionfo del potere di “portare a sé”, e soggiogare, il desiderio dell’altro, uomo o donna che sia. E tuttavia, molte, moltissime donne non sanno virare su un’altra musica, quando il furore della giovinezza abbia fatto il suo tempo. Ed è sotto gli occhi di tutti il patetico cui può arrivare il femminile che non abbia capito che c’è un tempo anche per l’esibizione strumentale del corpo.
Non ultimo, oggi forse più di ieri, proprio perché si chiede al corpo di essere il paradigma assoluto della verità – e della complessità – dell’altro, si è più vulnerabili alle illusioni d’amore, a proiettare cioè sull’altro i nostri bisogni, soprattutto, e i nostri desideri, senza darci il tempo di sentire con le antenne del cuore se davvero quella persona sia giusta per noi. Senza darci il tempo di esplorare le possibilità prima di buttarsi ciecamente: spesso perché la paura di star soli, o di differenziarsi rispetto allo stile aggressivo della conoscenza fisica contemporanea, ci sembra non lasci altri spazi e altri tempi interiori per esplorare l’amore.
E allora? E’ davvero una conquista, per uomini e donne, questa frenesia contemporanea di sentimenti e di furori seduttivi? Forse no. Perché di fatto, in tempi in cui l’amore e la libertà di corteggiamento sembrano universali e a portata di tutti, stanno aumentando in modo esponenziale i single e i delusi dall’amore, con la solitudine nel cuore.

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Parole chiave:
Amore - Capacità di attesa - Innamoramento - Rapporto di coppia


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.