06/02/2015

Vaginismo: ecco come guarire


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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“Gentile professoressa, io e mia moglie ci siamo sposati un anno fa, senza avere mai avuto rapporti prematrimoniali. Al momento del primo rapporto lei ha avuto un attacco di panico, si è irrigidita e non c’è stato verso di continuare. Anche le volte successive non siamo riusciti a concludere niente. Io ormai non mi propongo più, perché ho paura di farla soffrire. Però ci amiamo molto, e questa dimensione dell’intimità ci manca tantissimo, anche perché prima o poi vorremmo avere dei figli. Che cosa ci succede? Come possiamo risolvere la situazione? Grazie di cuore”.
Davide (Pistoia)

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Gentile Davide, dai sintomi che descrive sua moglie potrebbe soffrire di vaginismo, un disturbo curabile con ottimi risultati. Il vaginismo è un disturbo sessuale caratterizzato da paura e angoscia della penetrazione, associate a una variabile fobia del rapporto e alla contrazione involontaria dei muscoli che circondano la vagina. Nei casi più gravi, il panico si manifesta anche con una sudorazione fredda e abbondante, tachicardia, accelerazione del respiro (tachipnea) e fame d’aria.

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Quali sono le conseguenze del vaginismo?

Quando il disturbo non è così severo da impedire la penetrazione, il rapporto è possibile ma causa dolore, bruciore e un senso di prurito pungente: si parla allora di dispareunia. Nei casi più gravi, invece, la penetrazione diviene impossibile, proprio come sta accadendo a voi. I ripetuti microtraumi e le microabrasioni della mucosa vaginale, causati dai tentativi di penetrazione in condizioni di secchezza vaginale e di spasmo muscolare, possono poi favorire uno stato di infiammazione cronica noto come vestibolite vulvare (o vestibolodinia provocata).

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Quali sono i fattori che lo scatenano?

La paura della penetrazione e la contrazione muscolare possono dipendere da molti fattori:
- psicosessuali, come un’educazione restrittiva, pregressi tentativi di violenza, traumi legati a esami medici o a suture chirurgiche;
- fisici, come una particolare vulnerabilità neurobiologica all’ansia e alla fobia, forme più o meno gravi di neurodistonia muscolare, infiammazioni ricorrenti da Candida, o un imene particolarmente rigido e fibroso. Tenga poi conto che il dolore può esasperare la tensione muscolare, in un circolo vizioso difficile da spezzare.

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Da cosa dipende la gravità del disturbo?

L’intensità del vaginismo, e quindi la prognosi, dipendono da tre fattori:
1) gravità della fobia (lieve, media o severa): può variare molto a seconda della situazione psichica, dei livelli di ansia e stress cui è associata, del livello di maturazione esistenziale, della qualità del rapporto emotivo con il partner;
2) intensità dello spasmo muscolare, valutato in quattro gradi, basati sull’osservazione del comportamento e della risposta fisica della donna, anche a livello genitale, durante la visita;
3) presenza e gravità di fattori psicosessuali, personali o di coppia, che concorrano alla genesi e/o al mantenimento del sintomo.

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Come si impostano le cure?

La terapia è finalizzata a due obiettivi:
1) curare le cause biologiche del disturbo, riducendo la fobia e lo spasmo muscolare;
2) rimuovere le cause psicosessuali, personali e/o di coppia, che hanno favorito la comparsa e/o il mantenimento della paura della penetrazione.
La cura prevede normalmente:
- una terapia sessuale comportamentale breve, per rilassare i muscoli del pavimento pelvico;
- un trattamento farmacologico, per modulare le basi biologiche dell’ansia e della fobia, e ridurre ulteriormente l’ipertono muscolare.
Se all’origine del problema esistono anche problemi psicologici specifici, si può ricorrere a una psicoterapia individuale o di coppia, che però non sostituisce la terapia medica e sessuologica.

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Quali farmaci si adoperano?

Gli antidepressivi della famiglia degli “inibitori della ricaptazione della serotonina” (SSRI) aiutano a ridurre l’ansia, mentre il diazepam, un ansiolitico della categoria delle benzodiazepine, contribuisce a diminuire l’ipertono muscolare. In caso di vaginismo severo, un potente miorilassante come la tossina botulinica può consentire una più rapida progressione del lavoro psicosessuale.

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Si può ricorrere anche alla chirurgia, per "aprire" l'introito vaginale bloccato dallo spasmo?

La chirurgia non è indicata, a meno che non vi sia un imene rigido e fibroso, che crei una reale barriera meccanica: in tal caso è indicata un’incisione ad esso limitata (imenotomia), in anestesia locale o in sedazione.

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In sintesi

E’ il medico che, sulla base della prognosi, sceglie la combinazione terapeutica ottimale. Tenga presente che quanto più l’intervento è precoce, tanto più la cura porta velocemente a risultati migliori, non solo in termini di superamento del blocco sessuale, ma anche dal punto di vista del raggiungimento di un’intimità complessiva più ricca e appagante per entrambi i partner.

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Parole chiave:
Dolore ai rapporti / Dispareunia - Fobie - Pavimento pelvico iperattivo/ipoattivo - Vaginismo - Vestibolite vulvare / Vestibolodinia provocata


© 2015 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.