25/11/2019

Vaccinazioni in gravidanza: quali e perché


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


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Le vaccinazioni anti-influenza e anti-pertosse sono preziose per la salute di mamma e bambino, contrariamente a quanto pensano molti incompetenti. Preziose perché li proteggono da infezioni gravi e potenzialmente letali: in Italia l’influenza è la sesta causa di morte materna in gravidanza. Sono sicure queste vaccinazioni antinfluenzali in gravidanza? Sì, per una regola generale: in gravidanza si fanno solo i vaccini che non contengono virus vivi o attenuati. Quindi non ci può essere infezione da vaccino. In particolare, la vaccinazione anti-influenza non contiene né virus attivi né eccipienti (sostanze che in altri vaccini sono usate per potenziare la risposta immunitaria). Quindi è sicura per la salute. Per questo è raccomandata dalle linee guida ministeriali italiane oltre che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri enti internazionali. Eventuali effetti collaterali, quali dolore, rossore, eritema o gonfiore del punto di inoculazione, lieve malessere per qualche giorno, raramente febbricola e dolori muscolari, sono transitori. Il limite: non immunizza contro tutti i ceppi di virus influenzali perché il vaccino è stato messo a punto sei mesi fa dall’altra parte del globo, dove era autunno e dove è iniziata l’epidemia che ora sta arrivando in Italia. Ne ha parlato la professoressa Irene Cetin, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale Buzzi di Milano, stimatissima a livello nazionale e internazionale, molto impegnata per la salute ostetrica di mamme e bambini, in un ottimo convegno organizzato a Milano il 15 novembre 2019.
I dati che ha presentato sullo stato delle vaccinazioni in gravidanza in Italia sono amari: si vaccina contro l’influenza il 9,7% delle donne, contro il 54% degli Stati Uniti. Perché il nostro Paese ha questi livelli da terzo mondo? Per la collusione tra due fattori perniciosi: l’avversione aprioristica contro i vaccini che pervade la popolazione italiana e la resistenza a consigliare i vaccini in gravidanza da parte degli operatori sanitari. Qual è la figura professionale sanitaria in assoluto meno vaccinata in Italia? L’ostetrica. Difficile che la donna si vaccini se l’ostetrica di fiducia non fa in prima persona la vaccinazione. In positivo, le donne si vaccinano con serenità se il vaccino è stato consigliato da un professionista della salute, medico e/o ostetrica, in primis, e se la vaccinazione, che è gratuita per le gravide come per altre categorie a rischio, viene somministrata in ospedale. Sono quindi essenziali spiegazioni semplici sul perché il vaccino anti-influenzale è sicuro, e la fiducia nel medico che lo prescrive. Quando una donna mi chiede «Prof, lei l’ha fatta?», e io rispondo «Sì, non appena il vaccino è arrivato in ospedale, come negli anni scorsi. Perché sono molto soddisfatta della protezione che mi dà», vedo il suo sollievo. E questo “sì” è il primo fattore per l’ascolto sul perché sia ancora più importante farla in gravidanza, fin dai primi mesi.
E la pertosse? Ecco un altro vaccino essenziale: perché la mamma può trasmettere al piccolo gli anticorpi che lo difenderanno dalla terribile Bordetella pertussis nei primi mesi di vita, quando non è ancora in grado di produrre i propri. Questo germe temibile provoca attacchi di tosse violenti, difficoltà respiratorie e conati di vomito. Nel lattante, può causare pause respiratorie o addirittura un arresto della respirazione. Richiede lunghe ospedalizzazioni, come è successo a una coppia di gemellini bolognesi, Lorenzo e Alessandra, sopravvissuti per miracolo dopo oltre due mesi di cure intensissime in rianimazione con antibiotici e cortisone.
Ben il 90% delle morti causate dalla pertosse avvengono nel primo anno di vita del piccolo. Altre complicazioni: polmonite, otite media, convulsioni (2-4% dei casi) e lesioni cerebrali (5 casi su 1000), che possono lasciare gravi conseguenze per tutta la vita.
Quante sono le gravide vaccinate contro la pertosse in Italia? Meno del 2%. Una vergogna. Alla mamma dei gemellini nessuno aveva raccomandato questa vaccinazione. Quando va fatta? L’anti-pertosse viene somministrata tra la 27esima e la 35esima settimana di gestazione, per dare la massima protezione al piccolo. Siccome è un vaccino trivalente, donna e bambino vengono protetti anche contro il tetano neonatale e contro la difterite. Sarebbe bene che si vaccinasse anche il futuro papà: ma in Italia sul tema è nebbia fitta, perché dominano incompetenza e “opinioni” sine materia. Documentiamoci dunque. E proteggiamoci.

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Parole chiave:
Gravidanza - Rapporto medico-paziente - Vaccinazione - Vaccino anti-pertosse - Vaccino antinfluenzale


© 2019 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.