15/02/2010

Tattoo: colori e sottili veleni


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


CONDIVIDI SU
Tutti pazzi per il tattoo: il gusto di farsi disegnare la pelle sta crescendo a ritmo esponenziale. Dal 13 al 22% degli adulti del mondo occidentale, a seconda della nazione considerata, ha uno o più tattoo, e la percentuale sale oltre il 33-35% nei giovani tra i 24 e i 29 anni. Le giovanissime sono negli ultimi anni il gruppo che mostra più interesse a questa pratica, con rischi poco studiati e considerati. Basti pensare alla tossicità a medio e lungo termine dei coloranti utilizzati, che spesso erano originariamente destinati a tutt’altra funzione, per esempio come vernici per auto o strutture metalliche.
Perché questa passione? Il gusto del tattoo è antichissimo nella storia dell’uomo ed è tuttora molto usato tra i cosiddetti primitivi. Negli occidentali, dopo secoli di pelle rigorosamente tenuta priva di segni decorativi permanenti, il tattoo è tornato ad essere una passione, per ragioni estetiche e di piacere personale, come abbellimento del corpo e di sé. E’ considerato segno di distinzione (da quelli che non lo fanno), un segno di individuazione – volto a rendere unica la propria pelle, come un vestito esclusivo – tanto più speciale quanto più il tattoo va a toccare sedi delicate, intime o “proibite”, come il seno, il capezzolo o i genitali. Dai giovanissimi il tattoo può essere visto come un rito di iniziazione: una sorta di segno di passaggio che molti adolescenti ricercano perché li fa sentire grandi e diversi, anche dalle aspettative, non solo estetiche, che i genitori hanno di loro. Il tattoo può essere il segno di un amore, quando il nome dell’amato/a è indelebilmente segnato sul corpo (anche se uno studio rivela che il 17% rimpiange di aver segnato per sempre sulla pelle il nome della persona sbagliata...). Fino alla dipendenza, nei casi estremi in cui tutto il corpo diventa come certi murales, pieni di disegni tortuosi e a volte ossessivi. Per la verità, come tutte le distinzioni che poi diventano di massa, alla fine anche il tattoo può diventare un’espressione di conformismo.
Al di là delle motivazioni al tattoo, a torto considerato più innocuo del piercing, esistono rischi concreti per la salute, che è bene conoscere. Innanzitutto, relativi ai metalli come alluminio o piombo, contenuti nei coloranti, che possono risultare tossici per l’organismo. L’estensione del tattoo è un fattore critico: disegni superiori ai 7-15 cm quadrati espongono l’organismo a una dose di piombo tra 1 e 23 microgrammi, quando la soglia considerata tossica è di 0,5 microgrammi al giorno. La preoccupazione sul fronte procreativo riguarda soprattutto le giovani donne, in quanto il piombo potrebbe causare malformazioni dell’embrione, a distanza di anni dal tattoo stesso. Altri coloranti non metallici, come il berillio, il cromo, il cobalto, o il nichel, possono avere tossicità specifiche. Su questo fronte gli Stati Uniti sono all’avanguardia per legislazione a tutela del consumatore. Da noi l’attenzione ai rischi da tattoo per la salute è purtroppo marginale. Altri rischi sono legati alla risposta immunitaria dell’organismo: alcune persone possono sviluppare un’ipersensibilità ritardata ai componenti del tattoo, in forma di dermatite da contatto cronica. I moderni tattoo comportano infatti un’alta concentrazione di pigmenti potenzialmente pericolosi per la cute. Infine, ci sono i rischi legati alle modalità di effettuazione del tattoo. Se fatto senza utilizzare aghi monouso e materiale rigorosamente sterilizzato, il tattoo aumenta di 6 volte il rischio di contrarre il virus dell’epatite B e C. E su dieci persone sieropositive per l’epatite, due l’hanno contratta con il tattoo...
E’ quindi essenziale aumentare il controllo sulle condizioni igieniche in cui il tattoo viene praticato per evitare infezioni gravi; migliorare l’informazione, a casa e a scuola, oltre che sui media, sui maggiori rischi che il tattoo comporta; preferire centri seri e controllati; ed evitare tattoo estesi, oltre qualche centimetro, in quanto aumenta il rischio di tossicità da metalli in essi contenuti. Oltre il gusto del segno e del colore, ci sono rischi per la salute che è bene conoscere prima!

top

Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Gravidanza - Malformazioni - Piercing e tatuaggi


© 2010 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.