25/02/2020

Sintomi inquietanti: quando la paura e la superstizione prendono il posto di una corretta diagnosi clinica


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Per gentile concessione di D La Repubblica

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«Sono venuta da lei perché mi ha mandato il nuovo sacerdote della mia parrocchia, sennò non sarei venuta mai. Ho un problema brutto che mi ha rovinato la vita. Ho fatto di tutto, sto sempre peggio. Lui pensa che ci sia un problema medico. Io invece ho sempre pensato che ci sia lo zampino del diavolo: sono tre anni che divento matta, ho fatto di tutto. La mia vita è un inferno in terra, non vivo più. Adesso digiuno, così morirò di fame e finirà il mio tormento…».
La signora, molto anziana, è una donnina fragile, minuta, pelle e ossa, neanche 40 chili vestita, di fede assoluta. Da sempre “perpetua” di una piccola parrocchia del profondo Friuli. Una vita dedicata alla cura della chiesa e della casa del parroco, preghiere e opere di bene. Casta, mai un pensiero impuro. Tre anni prima comincia il suo tormento. Ogni tanto si sveglia di notte in preda a un’intensa eccitazione fisica che la lascia sgomenta.
«Mai avevo provato uno sconvolgimento simile. Ho pensato a una tentazione del diavolo, per mettermi alla prova. Mi alzavo e andavo in chiesa a pregare. Non bastava. Mi sono messa i sassolini sotto le ginocchia e stavo inginocchiata a pregare, fino a quando avevo male dappertutto. Non bastava. Ho cominciato a digiunare. Sono sempre stata magra, sono diventata pelle e ossa. Mia sorella minore si è preoccupata e mi ha fatto fare un sacco di esami, ma erano tutti normali, a parte l’anemia. L’unico problema era l’osteoporosi, ma di quella già mi sto curando da dieci anni… Delle mie tentazioni non avevo ancora detto niente a nessuno, ma ero sempre più scavata, avevo perso la serenità. In parrocchia erano tutti preoccupati: “La Maria cova qualcosa di brutto. Un brutto male di sicuro”. Magari avessi avuto un brutto male, sarei stata più contenta che il Signore mi prendesse per sempre. Un giorno non ce l’ho fatta più e ho parlato in confessione col sacerdote della mia parrocchia, che era anziano anche lui. Quando gli ho detto che secondo me erano tutte tentazioni del diavolo si è spaventato e mi ha mandato da un esorcista. E poi da un altro. Quel diavolo è forte, nessuno riesce a scacciarlo. Intanto è mancato anche il mio vecchio parroco, che era un uomo buono. Da quando gli avevo raccontato la mia disperazione, anche lui pregava per me. Almeno non mi sentivo più sola. Sono qua perché mi hanno quasi obbligata. Non credo che lei possa fare niente. Cosa c’entra un dottore col diavolo?!».
«Magari il diavolo non c’entra per niente…».
«Non penserà che mi inventi tutto! Non sono matta!!! Sono tentazioni vere, tormenti veri».
«Le credo, signora, lo vedo bene quanto ha sofferto per questo problema. Mi faccia fare il dottore… Che farmaci sta prendendo?».
«Niente. Ah no, ogni mese da dieci anni faccio una puntura per l’osteoporosi. Me l’ha consigliato il dottore del mio paese».
Un lampo. «Posso visitarla?».
«Visitarmi?! Ma no! Nessuno mi ha mai vista lì, figurarsi. No, non voglio. Che vergogna…».
«Signora, capisco, ma lei da dieci anni prende un farmaco che forse è la causa di tutto: si chiama nandrolone decanoato, è una medicina che viene utilizzata per le anemie e l’osteoporosi nelle donne anziane. Purtroppo, nell’uso così prolungato, può causare i disturbi che ha lei. Posso capirlo solo se la visito».
Uno sguardo, il corpo parla da solo. Dieci anni di un farmaco androgeno anabolizzante hanno causato due effetti collaterali: un aumento evidente del volume clitorideo (“clitoridomegalia”), oltre che un’iperattivazione dei centri cerebrali del desiderio e dell’eccitazione centrale”.
«Signora, il diavolo non c’entra niente. C’è una cura buona per ridarle la serenità, un farmaco che toglie tutti gli effetti negativi del precedente: un antiandrogeno».
Dopo soli quattro mesi, il tormento è scomparso, con immenso sollievo della signora. Nessun diavolo, solo il pesante effetto collaterale di un farmaco usato a lungo. E’ un caso di molti anni fa, emblematico di come l’anamnesi farmacologica sia sempre essenziale, prima di tanti esami.

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Parole chiave:
Androgeni - Clitoridomegalia - Disturbo da eccitazione persistente - Farmaci / Effetti collaterali - Menopausa / Sintomi menopausali - Osteoporosi e osteopenia - Religioni - Superstizione


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.