18/01/2017

Prurito vulvare: cause e terapie


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


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“Ho 58 anni e da alcuni anni soffro di un sintomo imbarazzante: prurito sui genitali esterni, soprattutto alla notte, con un fastidio che è diventato insopportabile. Non posso fare a meno di grattarmi, a volte fino a sanguinare, perché mi dà sollievo. Che cosa può essere? Mi vergogno a parlarne con il mio medico, ma così non posso continuare!”.
Maria S. (Nuoro)

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Gentile signora, il suo fastidiosissimo disturbo potrebbe essere causato da una malattia della pelle chiamata “lichen sclerosus vulvare”. E’ dovuta a un’alterazione del sistema immunitario che “attacca” i tessuti dei genitali esterni della donna, causando infiammazione, proliferazione delle fibre del dolore (il prurito è una forma di dolore!) e progressiva distruzione a tutto spessore dei tessuti genitali fino alla scomparsa delle piccole e grandi labbra e, a volte, del clitoride.
Oltre al prurito e alla sensazione sgradevolissima di secchezza intensa dei genitali esterni, il lichen può causare anche dolore ai rapporti, all’inizio della penetrazione, perché provoca un progressivo restringimento (“stenosi”) dell’entrata vaginale, più grave se si associa a secchezza vaginale da perdita degli ormoni sessuali dopo la menopausa. La silenziosa distruzione dei tessuti attacca anche le strutture vascolari che si riempiono di sangue durante l’eccitazione (“corpi cavernosi”), fino ad arrivare all’orgasmo: il lichen causa una riduzione dell’eccitazione fisica genitale fino alla scomparsa dell’orgasmo nei casi più seri.
Interessante: quando noi avvertiamo prurito, si “accendono” nel cervello le aree del dolore. Quando ci grattiamo, si spengono le aree del dolore e si accendono le aree del piacere. Ecco perché il grattarsi dà un senso profondo di sollievo!
E’ importante rivolgersi a un ginecologo specializzato in quest’ambito, che può trovare presso un ambulatorio di Patologia Vulvare presso le università e i principali ospedali. E’ infatti indispensabile sia per l’esame clinico, con eventuale biopsia, a discrezione del medico, perché nel 5% dei casi il lichen può evolvere fino al carcinoma della vulva, sia per avere le cure più efficaci.

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Prevenire e curare – Le terapie del lichen sclerosus

- Cortisone locale, sulla vulva, in fase acuta, per ridurre e silenziare il prurito e la tendenza alla progressione della malattia.
- Testosterone di estrazione vegetale in pentravan, o testosterone propionato in vitamina E o vaselina, che aiuta la crescita: 1) dei fibroblasti, i nostri operai costruttori, per costruire collagene, elastina e mucopolisaccaridi; 2) dei cheratinociti, per ricostruire la cute vulvare.
- Laser vulvare: dati recenti indicano che con questa tecnica ginecologi esperti possano migliorare la nutrizione e la salute della vulva.

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Parole chiave:
Dolore ai rapporti / Dispareunia - Lichen sclerosus - Menopausa / Sintomi menopausali - Prurito - Secchezza genitale - Secchezza vaginale


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.