01/04/2009

Parto in acqua: controindicazioni e vantaggi


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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“Sono alla prima gravidanza, alla 22a settimana. La mia migliore amica ha appena partorito con il parto in acqua e mi ha detto che è stata un’esperienza fantastica. Vorrei farlo anch’io, ma il mio ginecologo è molto perplesso. Dice che è una moda che ha anche i suoi rischi. Lei che cosa ne pensa?”.
Caterina S. (Fiesole)

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Cara Caterina, è bene che la modalità del parto venga scelta con il ginecologo curante, che conosce bene l’andamento della gravidanza, i possibili rischi ostetrici, il peso probabile del bambino, la presenza di controindicazioni che magari erano del tutto assenti nella sua amica.

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Quali sono i vantaggi del parto in acqua?

E’ indispensabile che il reparto di ostetricia abbia un’area dedicata, con ostetriche specificamente preparate a questo tipo di assistenza, come nella Clinica Ostetrica di Firenze, a Careggi. In tal caso tutti vantaggi possono essere ben assaporati. Il corpo immerso nell’acqua pesa meno di quando è a terra, pertanto si allevia il peso del pancione, alleggerendo le tensioni muscolari nella zona lombare. I movimenti diventano più facili, in quanto in acqua siamo più agili, ci muoviamo più facilmente, ed è più facile assecondare i movimenti indotti dalle contrazioni uterine. La discesa del bambino nel canale del parto può avvenire in modo più semplice e naturale. Importante: l’acqua calda rilassa tutti i muscoli. Le tensioni si sciolgono, la donna respira più profondamente e regolarmente, quindi si ossigena più a fondo e la mente riesce a rilassarsi più facilmente, favorendo il recupero delle energie e tenendo a bada l’ansia che è altrimenti un forte fattore di complicanze. Il collo dell’utero, tende a dilatarsi più velocemente, rendendo il passaggio del bambino più agevole e meno doloroso. Infine, per il bambino, nascere nell’acqua significa passare con maggiore gradualità dalla vita intrauterina a quella extrauterina.

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Quali sono le controindicazioni del parto in acqua?

Sostanzialmente tutte quelle che fanno temere una possibile complicanza durante il travaglio e/o durante il periodo espulsivo. Una gravidanza patologica, innanzitutto, ma anche la gravidanza gemellare che richiede un’assistenza più attenta. Un parto prematuro o una gravidanza protratta. Un bambino di peso elevato, che faccia temere una sproporzione tra la sua grandezza e lo spazio del canale da parto della mamma. Segni di sofferenza fetale in travaglio, dalle irregolarità del battito al liquido tinto di meconio. O, ancora, il parto in acqua è controindicato se il periodo espulsivo non procede con la dovuta regolarità. In tutti questi casi il rischio è che un’emergenza possa essere diagnosticata in ritardo, peggiorando la situazione della mamma e/o del bambino. Chiarisca quindi bene con il suo ginecologo rischi e benefici nel suo caso specifico. Chieda di poter parlare con l’ostetrica che segue questo tipo di parti e di visitare l’area ostetrica dell’Ospedale di Careggi, che è nuova e molto ben strutturata. Ma poi si fidi del suo medico! Auguri di cuore per un’esperienza di parto naturale bellissima!

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Prevenire e curare – Quando si può fare il parto in acqua?

Quando:
- la gravidanza è singola, ha avuto decorso regolare e il bambino si presenta con la testina (posizione “cefalica”);
- la mamma sta bene (non ha febbre o altre patologie che richiedano assistenza specifica), lo desidera e l’ospedale è attrezzato per questo tipo di assistenza;
- il tracciato cardiotocografico (che ci dice la frequenza del cuore del bambino e il tipo e frequenza delle contrazioni dell’utero della mamma) è regolare;
- il liquido amniotico è chiaro (segno che tutto sta procedendo bene);
- quando il travaglio attivo è iniziato in modo regolare e medico e ostetrica concordano su questo tipo di scelta.

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Parole chiave:
Parto vaginale / Parto cesareo


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.