26/11/2008

Papillomavirus: il vaccino è sicuro


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

Non si rischia l'infezione e dà una buona copertura. Ma non sostituisce il pap-test.

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“Cara Professoressa, la seguiamo sempre con molto interesse perché la sentiamo attenta anche agli aspetti emotivi, e non solo fisici, della salute della donna. Siamo i genitori di due ragazzine di 12 e 14 anni. Vorremmo vaccinarle contro il Papillomavirus, ma allo stesso tempo abbiamo molte paure: è davvero sicuro il vaccino? Non c’è il rischio che le ragazze contraggano un’infezione da virus proprio con il vaccino, come può succedere per esempio con il vaccino contro la poliomielite? Qual è il vero guadagno di vaccinarle? Non potrebbe bastare l’educarle a fare regolarmente il pap-test quando saranno grandi? Purtroppo su questi punti non abbiamo avuto risposte chiare che ci abbiano davvero tranquillizzati…”.
Valerio e Lucia S. (Grosseto)

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Vi rispondo con molto piacere anche perché le vostre comprensibili paure e perplessità sono comuni a moltissimi genitori che giustamente, come voi, desiderano capire i reali benefici di questa vaccinazione contro i Papillomavirus (HPVs).

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E' davvero sicuro il vaccino contro l'HPV?

Sì. Finora sono stati venduti nel mondo più di 36.000.000 (sì, milioni) di dosi, visto che il vaccino è stato approvato dai Ministeri della Salute di quasi tutti i Paesi del mondo. Ora, per verificare e documentare ulteriormente se un farmaco o un vaccino sia sicuro esistono vari livelli di valutazione. Il primo valuta tutte le caratteristiche di un prodotto prima dell’approvazione e commercializzazione, con dettagliati studi sperimentali e clinici che possono richiedere dieci anni o più. Il secondo livello registra tutti gli eventi avversi eventualmente comparsi in seguito all’uso di un prodotto immesso sul mercato, mediante un’accurata “sorveglianza post-marketing”. Questi eventi vengono poi valutati per vedere se, nello specifico, esista una relazione di causa ed effetto tra vaccino ed evento avverso, oppure una banale associazione casuale. Per esempio, mi può venire un attacco di appendicite dopo il vaccino ma tra i due eventi non c’è nessun rapporto di causalità.
Bene. I dati di “sorveglianza post-marketing”, relativi al vaccino contro il Papillomavirus sono estremamente confortanti. L’autorevole Center for Disease Control, il centro per il controllo delle malattie infettive di Atlanta (USA), ha appena pubblicato (ottobre 2008) la revisione di tutti i casi segnalati concludendo che: a) il vaccino è estremamente sicuro; b) non è stata dimostrata alcuna associazione né correlazione tra il vaccino e malattie intercorrenti. Sulla sicurezza potete dunque dormire sonni tranquilli!

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Il vaccino può provocare un'infezione da virus?

Assolutamente no! Per una ragione essenziale: per preparare il vaccino contro l’HPV, viene utilizzata una proteina, L1, che fa parte del rivestimento del virus, la “carrozzeria” insomma, senza nessuna parte del DNA, il codice genetico che è il “motore” del virus. Senza DNA virale non ci può essere infezione! Questa proteina L1 è preziosa perché è diversa per ogni ceppo di Papillomavirus e consente al nostro sistema immunitario di riconoscerlo, proprio come un numero di targa. Quando iniettiamo il vaccino, introduciamo solo quattro numeri di targa, corrispondenti ai ceppi 6, 11, 16 e 18. Questo induce la formazione di anticorpi, ossia di un corpo di riservisti pronti ad entrare in azione qualora il vero virus entri in contatto con l’organismo. Così facendo, si previene la comparsa del 90% dei condilomi o verruche veneree, causati dai ceppi 6 e 11, e il 70% dei carcinomi del collo dell’utero, provocati dai ceppi 16 e 18. Ripeto: proprio perché iniettiamo solo un numero di targa, senza DNA virale, il rischio di infezione da Papillomavirus causata dal vaccino è zero. Anche su questo punto, dunque, piena tranquillità.

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Qual è il vantaggio della vaccinazione contro l'HPV?

Consente una prevenzione primaria, in quanto agisce prima che il virus infetti le nostre cellule. Il pap-test consente invece una prevenzione secondaria in quanto consente di riconoscere le lesioni cellulari eventualmente già causate da una pregressa infezione da Papillomavirus. Vaccinazione e screening con il pap-test sono dunque complementari. Ricordo che questi virus sono una grande famiglia che conta oltre 150 membri. Il vaccino quadrivalente consente di prevenire la maggioranza ma non tutte le patologie causate da questi virus.

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E' vero che il vaccino può proteggere anche verso altri ceppi di HPV?

Sì. In questa famiglia ci sono alcuni parenti più stretti, tipo fratelli e sorelle, che condividono quindi con i tipi 16 e 18 molta parte del codice genetico. Hanno quindi numeri di targa, la proteina L1, molto simili. E’ stato da poco dimostrato che gli anticorpi indotti dal vaccino possono così bloccare anche il ceppo 31, e altri nove ad alto rischio oncogeno, responsabili di un altro 10-15% di tumori del collo dell’utero. Questo fenomeno viene chiamato ”cross-protection”, protezione incrociata. Ecco perché la protezione ottenibile con il vaccino tetravalente potrebbe arrivare all’80-85% dei tumori causati dai Papillomavirus. In sintesi, gentili lettori, se avessi una figlia la vaccinerei? Sì, assolutamente sì, nella piena tranquillità di fare il suo bene. Un carissimo saluto!

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Prevenire e curare – Volersi bene: la prevenzione in tre mosse da insegnare ai figli

Il 90% dei nostri ragazzi ha rapporti completi prima dei 20 anni. Non è più possibile far finta di non vedere o non sapere. E dunque non è mai troppo presto per parlare di prevenzione con i propri figli, chiarendo che:
- volersi bene e voler bene significa proteggersi, usando sempre il profilattico, in ogni rapporto: le malattie sessualmente trasmesse sono trenta e prevenire le infezioni è certo meglio di curarle, dopo!
- il vaccino quadrivalente contro il papillomavirus aiuta a prevenire il 90% dei condilomi e il 70% dei carcinomi del collo dell’utero, fino all’85% grazie alla protezione incrociata;
- il pap-test aiuta a riconoscere precocemente le lesioni cellulari causate da HPV precedentemente contratti ed è complementare al vaccino per garantirsi una luminosa salute genitale fino a cent’anni.

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Parole chiave:
Malattie sessualmente trasmesse - Papillomavirus - Vaccino anti HPV


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.