09/03/2016

Le terapie ormonali non sono omeopatia


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


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“Ho 53 anni, sono in menopausa da tre, con molti disturbi, dall’insonnia alle vampate intense e frequenti che mi rovinano la vita. Mi sono rivolta ad un’omeopata, che mi ha dato una cura a base di ormoni bioidentici (estradiolo 1 mg e progesterone naturale 100 mg), calcio in polvere 2 cucchiaini al giorno e estratti di mirtillo, perché tendo alle cistiti. Già dopo un mese stavo benissimo ma dopo tre mesi ho avuto perdite di sangue e ho sospeso tutto. L’omeopatia ha rischi?”.
Maria Chiara T. (Firenze)

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Gentile signora, la terapia che le è stata prescritta non è affatto omeopatica. Gli ormoni “bioidentici” non sono omeopatia! Sono ormoni a tutti gli effetti, con l’efficacia e i rischi delle terapie ormonali con altri principi attivi. Attenzione, dunque. L’ambiguità prescrittiva di dare un principio farmacologicamente attivo illudendo che sia innocuo perché è “bioidentico” non è corretta ed è potenzialmente pericolosa. Purtroppo è diffusa anche all’estero e negli Stati Uniti in particolare, dove le donne sono convinte che “bioidentico” significhi “innocuo”. Al punto che l’autorevole North American Menopause Society (NAMS) ha in questi giorni messo al bando la parola “bioidentico” perché ingannevole.
Chiunque prescriva questi ormoni deve dire con chiarezza che si tratta di terapie ormonali vere, anche perché il tipo di monitoraggio è diverso se si prescrive omeopatia o una vera terapia ormonale. Il punto è che l’omeopatia funziona poco nelle sindromi menopausali con sintomi severi (circa il 30% delle donne ne soffre) e in tal caso sono necessarie vere terapie ormonali, mentre nelle forme medio-lievi fitoterapia e omeopatia possono avere un loro ruolo. Ma non è corretto prescrivere ormoni con l’etichetta di innocui o omeopatici!
Da decenni utilizzo ormoni bioidentici, ossia estradiolo e progesterone uguali a quelli prodotti dall’ovaio, ma chiarisco bene che si tratta di terapie ormonali che hanno rischi e benefici, sia con la spiegazione verbale, sia con un accurato consenso scritto che la signora firma prima di ricevere la prescrizione.
Il calcio che le è stato prescritto è un ottimo prodotto, ma non è omeopatico (sono 600-800 mg al giorno), così come l’estratto di mirtillo rosso in adeguata concentrazione è certo un’eccellente fitoterapia.
Tutto bene, dunque, eccetto che nessuno dei tre è omeopatico! Anche le parole rassicuranti devono rispettare le regole di trasparenza e correttezza!

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Prevenire e curare – Cosa fare in caso di perdite di sangue vaginali dopo la menopausa

1) Rivolgersi al ginecologo.
2) Se si sta usando terapia ormonale sostitutiva, sospendere le cure.
3) Terminate le perdite, fare un’ecografia transvaginale, per valutare lo spessore dell’endometrio.
4) Il ginecologo valuterà poi l’opportunità di fare un’isteroscopia diagnostica ambulatoriale, per valutare se vi siano polipi dell’endometrio, iperplasie o lesioni più serie.
5) Mai trascurarle come un ritorno di giovinezza: suggerisco di leggere “L’inganno”, uno stupendo racconto di Thomas Mann. Dice tutto.

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Parole chiave:
Fitoterapia - Menopausa / Sintomi menopausali - Omeopatia - Spotting - Terapia ormonale sostitutiva


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.