24/01/2007

Fantasie di tradimento come afrodisiaco


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

L'immaginazione. La complicità. Il gioco. Soprattutto a una certa età, possono contribuire a superare il calo delle prestazioni. Che comunque va affrontato con l'aiuto dell'andrologo.

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“Ho 60 anni e ancora molto entusiasmo per la vita. Ho visto che le scrivono soprattutto donne, ma che tratta anche problemi maschili. Ho una domanda delicata. Sono sposato da 24 anni, senza figli. Mia moglie era bellissima, ed è ancora una donna che sa piacere molto. E’ sempre stata molto corteggiata... Suppongo che abbia avuto degli innamoramenti, peraltro con molta discrezione, specie durante le mie assenze per lavoro. In alcuni periodi era molto felice, nonostante la mia assenza. Non ho mai avuto le prove. Ma so che mi vuole molto bene. Qual è il problema? Da un po’ di tempo avevo delle difficoltà di erezione. Avevo però notato che se facevo delle fantasie con lei e un altro provavo un’eccitazione fortissima. Ho cominciato a chiederle apertamente dei suoi amori, quando stiamo insieme. Lei ridendo mi ha risposto che non ne aveva avuti. Ma che, visto che il parlarne mi rendeva così appassionato, potevamo giocarci su. Io mi sono reso conto di non avere mai amato mia moglie come adesso. Ma ho bisogno di quelle fantasie per una piena risposta fisica. E non vorrei che mia moglie, alla fine, si stancasse. E poi, sono anormale?”.
B.Z. (Rieti)

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No, gentile signore, non è anormale. Semplicemente, lei ha fatto di un potenziale elemento di scacco un afrodisiaco. E un elemento di forza e di rilancio qualitativo della vostra intimità. Un rilancio non da poco! Di fatto, ha positivamente stimolato la componente “motivazionale” del desiderio e dell’eccitazione, così da rinforzare la componente fisica vascolare, ora un po’ in calo.

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E' normale ricorrere alla fantasia per aiutare l'erezione?

E’ senz’altro frequente. Quanto alla valutazione di “normalità”, molto dipende dalla motivazione che alimenta la fantasia stessa e da quanto uno specifico comportamento agisca sull’altra persona. Per esempio, se la ferisce moralmente, emotivamente o fisicamente, o se consente di superare una difficoltà in modo positivo. Queste fantasie sono condivise: sua moglie, donna notevolmente sottile e intelligente, le tratta da puri elementi di immaginazione, di gioco, di complicità. Sapere quanto vi sia di vero e quanto di invenzione, è saggio resti irrilevante.
La nostra mente può creare atmosfere di assoluta verità e intensità, specie se condivise. Può creare una vera e propria “folie a deux”, una (piccola, in questo caso) e piacevole follia condivisa. Di fatto questo gioco rinforza il legame affettivo ed erotico tra di voi. Lo rende più fresco, perché vi riporta a un’età più giovane e ad emozioni mai smarrite. E rida a lei un vigore, una passione, un entusiasmo che – forse entrambi – temevate perduti per sempre. Visto che vi lega un affetto profondo, immagino che anche per sua moglie sia molto gratificante sentirsi amata e desiderata in modo così appassionato. E intuisco che possa rilanciare il gioco, proprio per questo “premio” di passione in più.

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Perché una fantasia di tradimento può essere afrodisiaca?

Innanzitutto, proprio perché è una fantasia! Inoltre, perché dà la sensazione di poter controllare tutta la situazione: e che il gioco possa essere interrotto a piacimento, senza rischi nella realtà, pur potendo essere vissuto con la pienezza di intensità di una situazione quasi reale.
Uno degli afrodisiaci più potenti è proprio il non essere del tutto certi dell’amore e della esclusività dell’altro, l’idea che vi siano un altro o altri contendenti, di fatto “sconfitti”, il sentire che in quel momento dell’amore si è l’unico, o l’unica, ma domani non si sa. L’incertezza, la distanza, il bisogno di riaffermare la territorialità del corpo, quel “sei mio”, “sei mia” che aumentano il senso di appartenenza, possono rilanciare il desiderio, l’eccitazione mentale e quindi tutta la risposta fisica come poche altre fantasie. Purché non diventino una liturgia obbligatoria, specie quando sono condivise. In questo senso, la sua preoccupazione di non annoiare sua moglie, alla fin fine, è molto pertinente.

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Come affrontare il problema erettivo, oltre la fantasia?

Faccia una valutazione uro-andrologica, perché potrebbe risolvere quell’iniziale difficoltà di erezione anche in modo farmacologico, con un farmaco vasoattivo (sildenafil, tadalafil, vardenafil), se indicato. Con piacere scoprirà che potrà avere un’erezione perfetta, indipendentemente da queste o altre fantasie. Questo avrebbe il vantaggio di non rendere queste fantasie obbligatorie, e quindi alla fine noiose o fastidiose, specie per sua moglie, lasciando più varietà e più spontaneità nei vostri incontri. Anche l’afrodisiaco più potente, se diventa abitudine, può perdere il suo potere di eccitazione, soprattutto per l’altro. Mantenere un’eccellente risposta fisica, indipendentemente dal tipo di fantasia, questa è saggezza. E lungimiranza, augurandole di essere ancora a lungo felice con la sua bella moglie. Donna intuitiva, intelligente, sensuale e capace di giocare con lievità, anche nell’intimità, anche dopo così tanti anni. Capace di aiutare con grazia il suo uomo ad affrontare un problema erettivo per molte devastante. Rara come un albino mancino.

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Approfondimento – Come è possibile che una fantasia aiuti l'erezione, se il problema è fisico?

L’erezione ha due componenti: una biologica (ormonale, nervosa, vascolare, metabolica...), l’altra psichica. Quest’ultima, tuttavia, agisce in quanto potenzia i meccanismi neurobiologici che dal cervello scendono ad attivare la vasodilatazione dei corpi cavernosi, le strutture specializzate che congestionandosi e riempiendosi di sangue consentono l’erezione. Un forte stimolo emotivo, una fantasia particolarmente eccitante, una situazione nuova danno un’accelerata a meccanismi fisici un po’ addormentati. Quando esiste una discreta riserva funzionale (un margine di azione fisica normalmente non utilizzato) lo stimolo psichico può essere sufficiente a riattivare i circuiti vascolari altrimenti poco efficienti. In ogni caso, il deficit erettivo dopo gli “anta” indica (quasi) sempre una vulnerabilità fisica, che è meglio affrontare subito con il medico di fiducia.

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Parole chiave:
Disturbi dell'erezione / Disfunzione erettile - Fantasie erotiche


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.