13/09/2005

Endometriosi e dolore ai rapporti


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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Ho 20 anni e da poco ho iniziato ad avere i miei primi rapporti completi. Ho provato sempre dolore: non tanto all’inizio del rapporto (quello l’ho avuto le prime volte ma poi si è attenuato) ma quando lui entra tutto. Fin dall’inizio abbiamo usato il profilattico, ma non credo dipenda da quello. La ginecologa alla quale mi sono rivolta per la pillola dice che non ho niente e che le prime volte è normale avere dolore. Il mio ragazzo, che ha avuto altre esperienze prima di me, dice che non è affatto normale e che secondo lui c’è qualcosa che non va. Cosa potrebbe essere? Che esami dovrei fare, secondo lei? La visita potrebbe evidenziare qualcosa o no? Dimenticavo di dirle che ho anche le mestruazioni molto molto dolorose: devo stare a letto due giorni e prendere un sacco di analgesici perché il dolore mi passi…
Stefania

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Dico che ha ragione il tuo ragazzo, Stefania. Non è affatto normale avere dolore alla penetrazione profonda! Purtroppo anche le ginecologhe tendono a credere poco alla verità biologica del dolore femminile, come tanti colleghi maschi. E questo è molto triste. Le cause più probabili dei tuoi sintomi sono un’endometriosi o una malattia infiammatoria pelvica, che però nel tuo caso escluderei visto che fin dall’inizio avete correttissimamente usato il profilattico.
Resta l’endometriosi: una malattia caratterizzata dalla presenza di frammenti di endometrio (lo strato interno dell’utero) al di fuori di quest’organo, e disseminati sull’ovaio, la tuba, il peritoneo o altri organi pelvici ma anche – a volte – extraddominali. Questo tessuto ectopico – che si trova cioè al di fuori della sua sede abituale -  risponde agli stimoli ormonali tipici dell’ovulazione e dell’età fertile, proprio come il normale endometrio. Cresce in altezza durante la prima metà del ciclo, si arricchisce di zuccheri e sostanze nutritive durante la seconda, e poi si sfalda… nel peritoneo, causando molto dolore. Quando il ciclo mestruale si accompagna a dolore intenso e prolungato, è doveroso pensare subito a questa possibilità: anche per non incorrere in un ritardo diagnostico che ha l’unico risultato di peggiorare i sintomi e le conseguenze della malattia. Il 38% delle donne che soffrono di endometriosi ha i sintomi tipici (ma non riconosciuti!) già prima dei 15 anni e il 70% li ha prima dei 20 anni. Purtroppo questa malattia è così poco considerata e diagnosticata che c’è un ritardo diagnostico medio di 9 anni e tre mesi tra primi sintomi e diagnosi corretta!
Nelle giovani e giovanissime, è frequente la localizzazione sui ligamenti utero-sacrali (che posteriormente uniscono l’utero all’osso sacro) e a livello del Douglas, la piega peritoneale posta tra l’utero e il retto. Il sintomo tipico è proprio il dolore alla penetrazione profonda, che è più frequente nelle donne giovani.
Gli esami per confermare la diagnosi sono questi: visita ginecologica accurata, in cui il medico valuta in dettaglio quella che io chiamo “la mappa del dolore”, cercando tutti i punti in cui la visita evoca questo sintomo, e chiedendo alla donna di valutare l’intensità, da zero a dieci. Nell’endometriosi associata a dolore alla penetrazione profonda è molto frequente l’avvertire lo stesso sintomo quando il ginecologo mette in tensione i legamenti utero-sacrali, con una manovra semplicissima. Il completamento della diagnosi richiede un’ecografia, per evidenziare eventuali altre localizzazioni dell’endometriosi, il dosaggio (nel sangue, con un semplice prelievo) del Ca125, che è un “marker”, ossia un marcatore di questa malattia, e, nel dubbio, una laparoscopia, per rimuovere eventuali placche endometriosiche che potrebbero essere responsabili del tuo dolore profondo.
La pillola contraccettiva è un’ottima scelta, perché tiene a bada l’endometriosi mentre ti dà una piena tranquillità in amore. Ciao!

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Parole chiave:
Dolore ai rapporti / Dispareunia - Endometriosi


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.