05/07/2005

Dolore genitale dopo un trauma


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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Ho 48 anni. Dallo scorso settembre, dopo un lungo viaggio in moto su strade sterrate – la passione che condivido con mio marito – ho avvertito un dolore al clitoride che nel tempo è peggiorato. Adesso ho un dolore pulsante, anche spontaneo, che va e viene, ma che mi rende impossibile qualsiasi forma di intimità: l’eccitazione aumenta il dolore, lo sfregamento, anche leggero, non ne parliamo. Ho consultato tre ginecologhe, pensando che con una donna sarebbe stato più facile parlarne. Una mi ha detto che non ha mai sentito niente di simile e che non sapeva cosa fare. Un’altra mi ha chiesto se mi sentivo sempre eccitata (si figuri lei, col male che ho!) e mi ha parlato di ninfomania. La terza mi ha proposto di asportare il clitoride, così il dolore va via. Io sono molto perplessa: e se poi il dolore mi resta e magari va anche peggio? E come cambierà la mia sessualità, se mi tolgono il clitoride? Sono molto sconfortata e anche amareggiata. Le ginecologhe donne non sono diverse dai maschi! E ricercare un altro medico mi espone al tremendo imbarazzo di sentirmi guardata come un animale da circo, con umiliazione anche, senza poi avere una soluzione degna del nome. Da cosa può dipendere questo mio dolore? Che esami dovrei fare per capire meglio la situazione?
Mirella

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Gentile signora, la capisco. Avere un sintomo raro, e che per di più interessa l’organo del piacere per eccellenza, espone a rischi diversi e spiacevoli. Innanzitutto, il rischio di un deserto diagnostico, come le è capitato. Sì, è vero, il dolore al clitoride è raro, ma non inesistente. E comunque il dolore dovrebbe sempre indurre il medico a un approfondimento serio, basato sulla comprensione della possibile fisiopatologia del disturbo (anche ristudiando l’anatomia e l’innervazione dell’organo in questione!) o all’invio a centri di “secondo livello” (in questo caso di sessuologia medica) per le indagini del caso.
Il giudizio di “ninfomania”, nello specifico, è del tutto sbagliato, oltre che inutilmente giudicante e squalificante. Qui il problema è il dolore, non un eccesso di desiderio e di eccitazione! La causa più probabile è la compressione del nervo “pudendo” che origina a livello dell’osso sacro, tra la seconda e la quarta vertebra sacrale. E’ questa la ragione per cui cadute sul coccige, e quindi con possibili ripercussioni sull’osso sacro, possono causare la cosiddetta ”sindrome da intrappolamento del nervo pudendo“, che può dare questo tipo di dolore clitorideo, a volte irradiato a tutti i genitali esterni. Il dolore può essere associato a volte a un’ipertono dell’intero muscolo che chiude in basso il bacino, e che si chiama elevatore dell’ano, complicandosi quindi con dolore ai rapporti e perfino urgenza minzionale o stipsi. Nel suo caso, il microtrauma da vibrazioni meccaniche per il viaggio su terreni accidentati può aver slatentizzato una compressione pre-esistente, magari da una precedente caduta sul coccige, anche nell’infanzia.
Due esami importanti, se si sospetta un trauma sacro-coccigeo, sono una radiografia in antero posteriore e laterale, e una risonanza magnetica nucleare di quest’area. Un bravo chiropratico, esperto della regione, può aiutare a detendere tensioni muscolari post-traumatiche che possono peggiorare la tensione e la compressione del nervo su base muscolare. Anche lo stretching dell’elevatore, effettuato da un medico competente, può attenuare la tensione e il dolore. Il medico esperto valuterà anche la diagnosi differenziale da altre cause, più rare ma più impegnative.
Sarebbe invece errore grave fare una clitoridectomia per rimuovere il dolore! Per la stessa ragione per cui non si taglia una mano, se il paziente ha male alla mano, o la testa, se una persona ha mal di testa! La diagnosi è essenziale anche perché spesso la causa del dolore neurologico, come sembra essere il suo, origina lontano dall’organo interessato. Il rischio potrebbe addirittura essere un peggioramento del dolore. Cerchi un centro competente e non si faccia operare in nessun caso!
Infine, e purtroppo, è vero: medico donna non significa – necessariamente – medico più competente. Purtroppo.

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Parole chiave:
Dolore vulvare / Vulvodinia


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.