16/01/2008

Diventare papà al volo


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

Una gravidanza indesiderata non deve essere un dramma. Perché può far crescere e maturare i genitori.

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“Cara Professoressa, mia moglie ed io abbiamo letto con molto interesse la sua risposta ad Arianna, in crisi per una gravidanza a sorpresa... perché ci siamo riconosciuti. Le scrivo sia per dare ad Arianna il conforto del lieto fine della nostra stessa esperienza, sia per darle una testimonianza in più sul perché un uomo possa essere molto felice anche per un figlio arrivato al volo. Diciassette anni fa, mia moglie aveva 20 anni, io 28. Come loro, anche noi abbiamo concepito in un momento di sbadataggine, brutto dirlo ma è così. E come loro, io ero felice e la mia allora ragazza (eravamo insieme da soli sei mesi!) era disperata. In più era terrorizzata dal parto, e infatti ha fatto il cesareo. Perché ero felice? Perché mi sono sentito uomo, finalmente grande, adulto. Fino ad allora ero stato piuttosto scavezzacollo. E’ come se questa nuova responsabilità mi avesse aperto un nuovo orizzonte. Mi è piaciuta l’idea di impegnarmi finalmente in qualcosa di grande. Ho cercato un secondo lavoro. All’inizio siamo partiti in un monolocale... A quei tempi non si usava la psicoterapia e non avevamo nemmeno i soldi per farla. Ma io e la mia fidanzata abbiamo parlato tanto. E’ come se questa bambina – sì perché poi è nata Stefania – abbia fatto emergere la parte migliore di me e di lei. Siamo cresciuti, ecco. In più, avere una famiglia mi ha tolto una specie di angoscia abbandonica, che avevo nel cuore, lo capisco ora. Mia moglie ha continuato a studiare anche dopo la nascita di Stefania, si è laureata e fa un lavoro che le piace molto. Le sue paure si sono sciolte quando, dopo il cesareo, ha avuto la bambina in braccio. Sì, siamo stati fortunati: non avremmo potuto sognare, nel nostro “grembo psichico” che Lei ha così ben descritto, una figlia più adorabile, bella, affettuosa e intelligente. Come sarebbe stata diversa la nostra vita, senza di lei, se avessimo ascoltato le nostre paure! Tutto giusto quello che Lei dice su una preparazione attenta alla gravidanza. Eppure, a volte, sono gli imprevisti della vita a far emergere la parte migliore di noi! Diciamo ad Arianna di avere fiducia! Con tanta stima”.
Antonio, Laura e Stefania

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Carissimi, grazie di cuore per questa splendida testimonianza che vale più di tutte le mie parole, perché c’è dentro la vita vera di chi la stessa esperienza l’ha vissuta in prima persona. Per questo ho pubblicato integralmente la vostra email: perché regala a tutti noi uno sguardo positivo su come affrontare, con coraggio e senso di responsabilità, le difficoltà inattese della vita, e nello specifico, come scrivete simpaticamente, una gravidanza arrivata al volo. Sono sicura che Arianna e il suo ragazzo saranno molto confortati dall’esperienza così positiva che avete vissuto. Nello specifico, poi, gentile signor Antonio, mi fa piacere riprendere gli spunti di riflessione che Lei mi offre con la Sua esperienza.

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Siamo proprio sicuri che una gravidanza vada "programmata"?

Raccomando sempre un minimo di riflessione, prima di concepire un figlio, soprattutto se non si è ancora fatto un progetto di famiglia, per rendere il più possibile favorevole il decorso della gravidanza, da un punto di vista fisico e psichico. E per preparare al meglio i futuri genitori anche dal punto di vista emotivo e affettivo. Tuttavia, è vero che a volte una gravidanza inattesa può avere uno straordinario potere trasformativo. Come Lei ha ben descritto, può far emergere le parti migliori di entrambi i futuri genitori. Può far maturare e crescere. Può far uscire dal limbo di figli cui tutto è garantito, per diventare adulti che si conquistano quello che hanno, anche la felicità di accogliere una figlia a sorpresa e scoprirsi, poi, impensabilmente felici. A volte un figlio inatteso viene “incolpato” di bloccare i progetti di crescita personale. E a volte, per questo, viene rifiutato o abortito. Di nuovo, molto, se non tutto, dipende dalla nostra volontà, dal nostro impegno, da quanto la coppia, unita, abbia il coraggio di perseguire i propri sogni, senza farsi un alibi delle difficoltà. Devo anche dirLe, tuttavia, che pochi uomini sanno stare oggi vicini alla propria ragazza in caso di concepimento involontario. Ed è proprio la solitudine e la disperazione in cui la donna si trova a farle prendere decisioni pesanti e difficili.

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Un figlio può essere un fattore di stabilità emotiva anche per lui?

Anche su questo fronte, i comportamenti possono essere molto diversi. Molti uomini pretendono di comportarsi da single, anche dopo essere diventati padri, lasciando tutta la responsabilità di crescere i figli, di fatto, alla compagna. Altri, invece, come Lei, sanno vivere il diventare padri in modo solido e antico, con l’orgoglio e la responsabilità di sentirsi davvero “padri di famiglia”. Il modo stesso in cui Lei ha saputo condividere con sua moglie le paure di lei mostrano questa capacità di ascoltarla e proteggerla da uomo. Questo è molto bello ed è quello che ogni donna vorrebbe ritrovare nel proprio uomo, quando aspetta un bimbo. Grazie davvero!

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Prevenire e curare – Diventare genitori: una crisi di crescita da affrontare col cuore

Sono tre le componenti su cui si basa ogni coppia, secondo Jay Belsky, uno studioso americano che ha studiato proprio la trasformazione da coppia a famiglia, con la nascita del primo figlio:
- romantico-erotica, tipica dell’innamoramento;
- di complicità amicale, frequente nelle coppie contemporanee che condividono tutto: amici, sport e tempo libero;
- di solidarietà (“partnership”) in cui si condividono le responsabilità quotidiane.
Diventando genitori, spesso crollano le prime due, mentre aumenta in modo esponenziale la terza, preziosa per condividere le cure del bimbo ma che, se esasperata, tende a trasformare la coppia in una “società di servizi”. Per questo è importante mantenere uno spazio, di tempo e di emozioni, per la componente romantico-erotica, e quella di gioco e di complicità. Così da sentirsi non solo genitori, ma ancora ragazzi e amanti, capaci di realizzare insieme i propri sogni.

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Parole chiave:
Paternità - Primo figlio


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.