01/02/2005

Chemioterapia, menopausa precoce e secchezza vaginale


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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Gentile dottoressa, ho bisogno del suo aiuto. Ho 24 anni. Sono viva per miracolo. A 17 anni ho avuto un “linfoma di Hodgkin”, che era partito dall’addome. Ho fatto la chemio, sembravo guarita ma è tornato tre anni fa. Ho dovuto fare cure più aggressive, anche la radioterapia. Per il momento ce l’ho fatta. Però il mio ciclo è andato via per sempre. Mi considero anche fortunata perché due altre ragazze come me, che ho conosciuto durante il ricovero in ospedale, purtroppo non ce l’hanno fatta. I miei genitori non mi hanno lasciata sola un secondo. E per fortuna perché di momenti neri ce ne sono stati proprio tanti, dottoressa!
Adesso ho un problema che può sembrare una sciocchezza con quello che ho avuto ma per me no perché mi fa sentire anormale, come se fossi ancora malata. Ho una secchezza vaginale tremenda e quando ho rapporti con il mio ragazzo provo fastidio e dolore. Lo amo tantissimo dunque non è un problema di sentimenti, io credo. La mia ginecologa, siccome non ho più il ciclo, mi ha detto di scegliere tra una pillola (“Non ti serve dal punto di vista contraccettivo, ma è più giusta per una ragazza giovane”, mi ha detto), oppure le cure per la menopausa, che però solo all’idea mi fanno venire la depressione. Così ho scelto la pillola. Ma la secchezza non va via  e i lubrificanti (che tristezza!) comunque non bastano. Da cosa può dipendere? Cosa posso fare?
Marilù

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Cara Marilù, hai ragione, la secchezza vaginale non è una sciocchezza. Ed è giusto che tu  cerchi una soluzione migliore del lubrificante. La secchezza vaginale, nel tuo caso, può dipendere da più fattori: il danno che la radioterapia pelvica può aver causato ai vasi che circondano la vagina, riducendo la qualità della congestione vascolare in corso di eccitazione genitale; la scomparsa o quasi della produzione ovarica, causata dalla chemio e dalla radioterapia, non solo di estrogeni ma anche di testosterone, che oltre ad aiutare il desiderio aiuta anche l’eccitazione genitale; la pillola, che in circa il 22% dei casi può essere associata a secchezza vaginale.
Sono d’accordo con la tua ginecologa sia sul lasciare  a te la scelta della terapia, di fatto sostitutiva, da fare, sia nel dire che la pillola, dal punto di vista psicologico, è più giusta  e più soddisfacente per una ragazza giovane che non la classica terapia sostitutiva ormonale.
Suggerirei due cose: chiedile di farti fare il dosaggio ormonale del testosterone totale e libero, della Sex Hormone Binding Globulin (SHBG, anche in italiano si usa il termine inglese, che indica la proteina che lega e trasporta gli ormoni sessuali) e del deidroepiandrosterone solfato, un ormone prodotto dal surrene, che aiuta la sessualità e  che potrebbe essere ridotto per il danno da chemioterapia. E poi chiedile di misurarti il pH vaginale (basta un semplice stick, da usare in ambulatorio per pochi secondi) che potrebbe indicare una inadeguata estrogenizzazione della vagina (se il valore, invece del normale pH=4 è di 5 o più). In tal modo è possibile capire se vi siano fattori ormonali responsabili della secchezza. La cura è semplice: una compressina di estradiolo (ormone bio-identico all’estrogeno normalmente prodotto dall’ovaio) posta in vagina con l’apposito, facilissimo applicatore, due, tre volte la settimana. Rispetto a creme o ovuli vaginali a base di estrogeni, che pure vanno bene, ha il pregio di essere molto discreta e di non dar luogo a perdite vaginali. In poco tempo, continuando  a prendere la pillola, questo piccolo aiuto normalizzerà la tua risposta fisica vaginale. Nel frattempo, in caso di rapporto,  puoi evitare che la secchezza si complichi con microabrasioni utilizzando un gel a base di aliamidi, sostanze che  prevengono l’infiammazione e la curano, se presente. Gel che, da oncologa, consiglio a tutte le donne che stanno facendo radioterapia pelvica o sulla cupola vaginale, proprio per ridurre il danno da raggi sulla mucosa vaginale sana.
Infine, se  anche il testosterone fosse basso, una pomata galenica, ossia preparata dal farmacista su prescrizione medica, con testosterone propionato, potrebbe essere la ciliegina sulla torta. Applicata in piccolissima quantità sui genitali esterni, questa pomata migliora anche la risposta fisica clioridea. In questo modo nel giro di due-tre mesi potrai sentirti pienamente in forma, anche da questo punto di vista. Te lo auguro di cuore!

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Parole chiave:
Dolore ai rapporti / Dispareunia - Menopausa precoce iatrogena - Secchezza vaginale


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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.