15/03/2013

Candida e balanite, alleati contro l'intimità


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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“Gentile professoressa, da un po’ di tempo io e mia moglie non riusciamo più a fare l’amore, perché dopo la penetrazione ho un arrossamento pazzesco e un fortissimo bruciore. Sulle prime ho minimizzato la questione, limitandomi a darmi un po’ di crema. Ma adesso il dolore è davvero insopportabile, e ci chiediamo preoccupati quale possa essere la causa. Tengo a precisare che siamo una coppia stabile e fedele, e quindi escludo che possa trattarsi di un’infezione sessuale. Mia moglie, poco tempo fa, è stata curata per una Candida: potrebbe esserci un collegamento? Ci aiuti lei, per favore: io non vado molto volentieri dal medico, e prima di sottopormi a una visita così delicata vorrei capirci qualcosa di più. Grazie infinite”.
Alessio V. (Arezzo)

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Gentile signor Alessio, dai sintomi che descrive potrebbe trattarsi di una balanite, ossia di un’infiammazione della mucosa del glande. E uno dei fattori che la può scatenare è proprio la Candida: un fungo presente in ciascuno di noi, normalmente in forma silente, ma che può diventare aggressivo quando dallo stato di spora passa a quello di ifa. Di solito sono le donne ad essere maggiormente colpite, con bruciore, rossore, dolore e gonfiore della mucosa vaginale e vestibolare; ma anche l’uomo, in determinate condizioni, può andare incontro ai medesimi fenomeni infiammatori, proprio come sta succedendo a lei. E’ dunque possibile che il fattore originante del suo problema sia la candidosi di sua moglie, non del tutto debellata o recidivante. In questi casi è importante curare entrambi i partner, altrimenti il disturbo rischia di mantenersi nel tempo per quello che in clinica viene chiamato “effetto ping-pong”.

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Perché la Candida di mia moglie crea problemi anche a me?

Molto spesso tutto parte da un ipertono dei muscoli perivaginali: l’entrata della vagina si restringe e questo può provocare dolore alla penetrazione, con riduzione della lubrificazione e conseguente secchezza vaginale. In queste condizioni, i ripetuti tentativi di rapporto possono causare microabrasioni del vestibolo e del glande. A quel punto la Candida attacca i tessuti sottostanti, normalmente protetti dall’integrità della mucosa, e provoca in entrambi i sintomi dell’infiammazione che, se non curata, può portare alla vestibolite vulvare per lei e alla balanite per lui.

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Oltre alla Candida, che cosa può provocare la balanite?

Le infezioni batteriche, parassitarie o virali sono, oltre a quelle micotiche, la causa più frequente. L’infiammazione può essere determinata anche da dermatiti da contatto, da forme autoimmuni come il lichen planus, da allergie a farmaci o detergenti, dal diabete e da alcune malattie a trasmissione sessuale, come l’herpes genitale, la gonorrea e la sifilide. L’infiammazione, inoltre, può essere facilitata da un’igiene intima insufficiente o, al contrario, troppo aggressiva; e dalla fimosi, un restringimento dell’orifizio prepuziale che impedisce di scoprire completamente il glande, e quindi di pulirlo bene. Al contrario, la circoncisione clinica riduce nettamente la percentuale di prevalenza del disturbo.

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Perché il diabete è un fattore predisponente?

In caso di iperglicemia, gli zuccheri presenti nell’urina fanno del glande e del prepuzio un microambiente favorevole alla proliferazione di lieviti e batteri. Questo rischio, ovviamente, può essere scongiurato da un’adeguata igiene dopo ogni minzione.

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Quali sintomi possono allertare rispetto alla possibilità di avere una balanite, oltre al rossore e al bruciore?

I sintomi secondari vanno dalla disuria (emissione difficoltosa e dolorosa dell’urina) al gonfiore del glande e del prepuzio, dalle perdite sierose o purulente alle ulcerazioni locali. Ma certamente la triade fondamentale è costituita da bruciore, eritema e prurito.

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Tornando al nostro caso, che cosa ci consiglia di fare?

Come sempre accade nelle malattie multifattoriali, un’accurata diagnosi differenziale è indispensabile per impostare la terapia. La prima cosa da fare è accertare se si tratti proprio di una balanite e, in secondo luogo, se la causa primaria sia effettivamente costituita dalla Candida o da altri germi. Sarebbe quindi opportuno che entrambi effettuaste un tampone, rispettivamente uretrale e vaginale, per Candida, Chlamydia, Ureaplasma e Micoplasma.
La Candida può essere debellata con un’opportuna terapia antimicotica sistemica, somministrata ad entrambi, mentre la balanite può essere curata con un trattamento a base di palmitoiletanolamide (PEA), una sostanza naturale anti-infiammatoria. Suggerirei anche una valutazione del tono del muscolo elevatore di sua moglie: se l’ipertono venisse confermato, una fisioterapia con biofeedback di rilassamento potrebbe correggere un fattore critico nel mantenimento della patologia. Fino alla completa guarigione, infine, sarebbe meglio astenersi dai rapporti con penetrazione, o almeno adoperare un lubrificante a base acquosa e il profilattico, per scongiurare l’effetto ping-pong.

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Parole chiave:
Balanite - Candida recidivante


© 2013 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.