02/02/2015

Ambiente italiano: #verybello o #verysporco?


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


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Sabato 24 gennaio è stato inaugurato con grande risonanza il sito “verybello.it” per promuovere il turismo in Italia in occasione dell’Expo 2015. Peccato che di inglese, sul sito, ci sia solo il “very” e che l’unica lingua con cui si promuove il turismo all’estero sia… l’italiano. Con una visione autoreferenziale, di sostanziale e incredibile miopia. Ci si aspetterebbe almeno inglese, spagnolo, francese, tedesco, russo, arabo e cinese, se non altro per gli eventi principali. Chissà che le critiche feroci che la questione comunicativa ha giustamente scatenato attivino un rapido miglioramento dell’accessibilità linguistica anche per i turisti non italiani, per i quali, molto in teoria, il sito è stato pensato.
Il #verybello mi ha ispirato tuttavia una riflessione più amara, che riguarda il modo con cui trattiamo il nostro Paese: davvero #verysporco. In modo imbarazzante. Così crescentemente sporco che l’inerzia mentale e la pigrizia portano molti italiani a non accorgersene nemmeno più. E a contribuire al disastro: «Tanto ormai è sporco». In più, molti considerano una iattura immodificabile la tendenza a imbrattare i muri, sopportando che qualcuno chiami arte il vandalismo puro. Città come Londra hanno messo in atto la tolleranza zero verso ogni forma di degrado urbano provocato, e i risultati sono indiscutibili, anche nelle metropolitane. A Parigi, nel mese di dicembre, c’erano milioni di persone e le strade erano pulite. Di graffiti neanche l’ombra. Possibile che a Mosca non si vedano una carta o una lattina per terra nemmeno in periferia, e che da noi strade, piazze, giardini e stazioni siano immondezzai a cielo aperto? Per non parlare delle aree attorno agli stadi, ridotte a discariche vergognose dopo le partite. Possibile che solo da noi si accetti come ineludibile un comportamento di maleducazione, negligenza, indifferenza, oltraggio volontario, vandalismo che in altri Paesi e città, anche molto più densamente abitate delle nostre, è stato affrontato e risolto con indubbia efficacia? Possibile che a Roma nessun politico, quale che sia il partito, si accorga del degrado spaventoso cui è lasciata questa splendida città? E’ questo il biglietto da visita della capitale? L’Italia è bellissima: ma non c’è dubbio che la bellezza e il piacere di camminare, di gustare, di osservare, di assaporare la musica estetica che illumina il nostro Paese sarebbero infinitamente superiori se fosse più pulito e curato. Con beneficio generale, perché la bellezza e la cura delle cose pubbliche e private sono un analgesico per l’anima di tutti. Non ultimo, si parla tanto di spending review. Ma perché spendere enormi risorse per pulire: basterebbe sporcare molto meno.
Farei per lo sporco pubblico la stessa campagna che si è fatta per il fumo o per l’eccesso di velocità. Con multe salate, che sono l’unico linguaggio che fa fare le cose agli italiani. E obbligo di pagare la pulizia dei muri, anche per i genitori i cui figli si dilettino in vandalismi grafici. Se poi si vogliono dedicare ai murales mura di cinta piane e senza valore artistico, come si è fatto a Milano per il muro intorno all’ippodromo, va bene. Ma spazi dedicati e non imbrattatura sistematica e troppo spesso solo oltraggiosa.
Caro ministro Franceschini, metta regole severe anche per il rispetto del decoro pubblico e degli edifici, per la pulizia delle strade. Premi le città e i borghi più puliti. Valuti i benefici che le città pulite consentono: in termini quantizzabili, di risparmio pubblico per le spese di pulizia urbana e riparazione dei danni vandalici, e non quantizzabili, ma altrettanto importanti, in termini di piacere estetico, gusto di vivere nel pulito, nell’ordinato e nel bello. E di turismo consapevole. Perché in Alto Adige, con quei borghi lindi, le case fiorite e la cura di ogni dettaglio urbano ci sentiamo tutti più felici? E non è questione di statuto speciale, ma di educazione al rispetto dello spazio pubblico che i bambini apprendono col caffellatte. Perché Capri è tenuta in modo impeccabile, dimostrando che anche al Sud, se si vuole, si può?
Ripartiamo dall’educazione civica, in famiglia e a scuola. Perché il nostro magnifico Paese riceva la cura, l’attenzione, il rispetto affettuoso e l’amore che merita, dando una sterzata decisa e definitiva all’iperbolico degrado che lo rende drammaticamente #verysporco ed esteticamente molto malato.

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Parole chiave:
Ambiente, natura e animali - Bellezza - Educazione / Educazione civica - Legislazione e giustizia - Politica - Riflessioni di vita


© 2015 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.