09/06/2019

Contraccezione ormonale e tromboembolismo venoso: profili di rischio


Graziottin A.
Contraccezione ormonale e tromboembolismo venoso: profili di rischio
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Commento a:
Fruzzetti F, Cagnacci A.
Venous thrombosis and hormonal contraception: what's new with estradiol-based hormonal contraceptives?
Open Access J Contracept. 2018 Nov 8;9:75-79. doi: 10.2147/OAJC.S179673. eCollection 2018

Documentare il minor impatto dei contraccettivi ormonali a base di estradiolo valerato (E2V), rispetto a quelli a base di etinilestradiolo (EE), in termini di rischio di tromboembolismo venoso (VTE): è questo l’obiettivo del lavoro di Franca Fruzzetti, del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Pisa, e Angelo Cagnacci, dell’Istituto di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Udine.
L’articolo passa in rassegna i dati farmacologici più aggiornati, e gli effetti biologici dell’E2 e dell’EE, ponendoli poi in rapporto con le indicazioni emergenti dall’INAS-SCORE, un recente e ampio studio internazionale di sorveglianza sul rischio cardiovascolare correlato a diverse tipologie di contraccettivo estroprogestinico.
Questi, in sintesi, le indicazioni più importanti:
- il tasso grezzo di rischio cardiovascolare della composizione E2V-dienogest, rispetto agli altri contraccettivi a base di etinilestradiolo, è pari a 0.8 (95% CI, 0.4-1.6);
- quando i dati vengono corretti per età, indice di massa corporea, durata d’uso e storia familiare per il VTE, l’HR scende ulteriormente a 0.5 (95% CI, 0.2-1.0): il rischio, in altre parole, risulta dimezzato;
- la combinazione fra EE e levonorgestrel è, in termini di rischio di VTE, quella che maggiormente si avvicina alla combinazione E2V/dienogest.
In sintesi:
- il ridotto impatto dell’E2V, rispetto all’EE, sulla coagulazione si traduce nell’evidenza epidemiologica di una minore prevalenza del VTE;
- il rischio correlato all’E2V non è tuttavia nullo, e questo va tenuto nella dovuta considerazione al momento della prescrizione;
- ulteriori fattori di rischio per il VTE sono la storia clinica familiare, l’età e l’obesità;
- se tali fattori di rischio non vengono presi in considerazione, il maggior profilo di sicurezza dell’E2V può essere vanificato.

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