02/02/2020

Clamidia: i rischi connessi alla fertilità e alla gravidanza


Graziottin A.
Clamidia: i rischi connessi alla fertilità e alla gravidanza
“Science News” - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

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Commento a:
Tang W, Mao J, Li KT, Walker JS, Chou R, Fu R, Chen W, Darville T, Klausner J, Tucker JD.
Pregnancy and fertility-related adverse outcomes associated with Chlamydia trachomatis infection: a global systematic review and meta-analysis
Sex Transm Infect. 2019 Dec 13. pii: sextrans-2019-053999. doi: 10.1136/sextrans-2019-053999. [Epub ahead of print]

Verificare, attraverso un’accurata valutazione delle evidenze, l’impatto della clamidia sulla salute riproduttiva della donna: è questo l’obiettivo della review coordinata da Weiming Tang ed espressione, fra gli altri, del Guangdong Provincial Center for Skin Diseases and STIs Control e del Center for Disease Control and Prevention a Guangzhou (Cina), della Johns Hopkins University a Baltimora, del Massachusetts General Hospital a Boston, della University of North Carolina a Chapel Hill, della Oregon Health and Science University a Portland, della University of California a Los Angeles e San Francisco (USA), e della London School of Hygiene and Tropical Medicine (Regno Unito).
L’infezione genitale da clamidia è spesso asintomatica, ma può determinare gravi problematiche prima e durante la gravidanza.
La review, impostata secondo le linee guida Cochrane, è stata condotta su 107 studi relativi a 12 problematiche riproduttive e ostetriche. Di questi:
- 68 si riferiscono a Paesi ad alto reddito;
- 37 si riferiscono a Paesi a medio e basso reddito;
- 2 prendono in esame un campione eterogeneo sotto il profilo del livello di sviluppo economico.
La clamidia correla con tutti gli outcome individuati, inclusi:
- la morte fetale endouterina (OR=5.05, 95% CI, 2.95-8.65 negli studi caso-controllo; RR=1.28, 95% CI, 1.09-1.51 negli studi di coorte);
- l’aborto spontaneo (OR=1.30, 95% CI, 1.14-1.49 negli studi caso-controllo; RR=1.47, 95% CI, 1.16-1.85 negli studi di coorte).
I rischi correlati alla clamidia sono più elevati nei Paesi a medio e basso reddito.
Questi studi confermano l’importanza di avere un atteggiamento responsabile verso la propria salute riproduttiva, attraverso l’uso costante del profilattico in tutte le forme di rapporto, e di predisporre adeguate strategie diagnostiche e preventive in ambito medico.

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