07/07/2019

Autismo: dubbi, per ora, i benefici di prebiotici e probiotici


Graziottin A.
Autismo: dubbi, per ora, i benefici di prebiotici e probiotici
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Ng QX, Loke W, Venkatanarayanan N, Lim DY, Soh AYS, Yeo WS.
A systematic review of the role of prebiotics and probiotics in autism spectrum disorders
Medicina (Kaunas). 2019 May 10;55(5). pii: E129. doi: 10.3390/medicina55050129

Valutare i benefici dei prebiotici e dei probiotici nella cura dei disturbi gastrointestinali correlati all’autismo, e delle stesse turbe comportamentali scatenate dalla patologia: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da Qin Xiang Ng ed espressione del National University Hospital di Singapore.
Nonostante la prevalenza delle varie forme che può assumere la malattia (0.1-1.8% della popolazione globale), i fattori patogenetici dei disturbi dello spettro autistico (DSA) sono ancora poco compresi. Quello che è certo che le persone colpite soffrono anche di più frequenti disturbi gastrointestinali.
Ci sono alcune evidenze isolate che i prebiotici e i probiotici possano alleviare i sintomi a carico dell’apparato digestivo, e anche i deficit della comunicazione che caratterizzano i DSA. Tuttavia non esistono review rigorose sull’argomento.
Gli autori hanno condotto una ricerca sistematica in PubMed, EMBASE, Medline, Clinicaltrials.gov e Google Scholar utilizzando la seguente stringa di parole chiave: (prebiotics OR probiotics OR microbiota OR gut) AND (autism OR social OR ASD). Sono stati selezionati esclusivamente i trial clinici originali pubblicati in inglese fra il 1° gennaio 1988 e il 1° febbraio 2019.
Questi, in sintesi, i risultati:
- sono stati individuati e analizzati 8 trial clinici, la maggior parte dei quali prospettici e open-label;
- due di essi studiavano il ricorso ai prebiotici e/o alle esclusioni dietetiche, mentre sei analizzavano i benefici dei probiotici;
- i prebiotici migliorano solo alcuni sintomi gastrointestinali; tuttavia, quando sono utilizzati in combinazione con un’esclusione dietetica (glutine, caseina) sembrano ridurre i comportamenti anti-sociali;
- per quanto riguarda i probiotici, le evidenze di un effetto sui disturbi gastrointestinali e comportamentali sono per ora limitate.
In conclusione, nonostante le aspettative che circondavano queste ricerche, prebiotici e probiotici hanno per ora dimostrato di avere un’efficacia limitata nella gestione dei sintomi gastrointestinali e comportamentali dei DSA. Inoltre, non è sinora emerso un regime di somministrazione standardizzato, ma solo diversi mix e concentrazioni di prodotto e differenti durate di trattamento.
Ciononostante, le sempre più rapide e sorprendenti acquisizioni scientifiche sull’azione del microbiota intestinale e sul dialogo fra sistema nervoso centrale e sistema nervoso enterico incoraggiano ulteriori ricerche al riguardo, nella consapevolezza che saranno probabilmente i prossimi decenni a fornire risposte adeguate anche a questo delicatissimo problema.

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